11 febbraio 2009

Apnea

Certo che scrivere cose così intime non è facile. Ma cercherò di dare quell’impronta scientifica caratteristica di un bergamasco mezzoingegnere e soprattutto mezzo no.

Il problema è tutto di sopravento e sottovento. E meno male che esistono, altrimenti non si potrebbe risolvere almeno metà del problema.

Sibillino?

Ora ci arrivo, calma.

Avete presente com’è una barca all’ancora? No? Allora non siete amici miei…

Beh, all’ancora la barca sta praticamente sempre con la prua al vento.

Seguitemi nel ragionamento…

La caratteristica principale del sopravento/sottovento è la relatività. Ovvero che il sopra e sotto sono relativi a qualcosa o qualcuno. Io sono sopravento a te, il pozzetto è sottovento alla prua…

Ma allora, dove li mettiamo i quintali di pannolini usati????????? Sopra o sottovento al nostro naso?

Chi di voi ha figli avrà già inquadrato il problema: non esiste una famiglia serena se i genitori non sono almeno campioni regionali di apnea.

Se poi si abita in barca naturalmente ci vuole una laurea in smaltimento rifiuti tossici, perché quando stai 2 mesi a veleggiare in posti deserti (nel senso assoluto del termine) non puoi certo cercare un cassonetto differenziato (per il frutto del peccato…!!. Grazie Elio); i genitori barcaioli devono quindi stivare accuratamente il pannolino radioattivo.

C’era una volta un pannolino stracolmo di soddisfazione della nostra amata bimba. La società “Genitori per lo smaltimento” S.p.a. ricevette l’incarico.

In un primo momento si provò lo smaltimento all’italiana, ovvero si infilò il rifiuto speciale in mezzo alla spazza normale, sotto il lavandino.

Fallimento totale: accanto al bidone-spazza il motore del frigo, sempre acceso, accelerava lo sprigionarsi di vapori letali.

Ricorrendo alla respirazione bocca a bocca i genitori in coppia riuscirono quindi a spostare il pannolo mefitico in un contenitore adatto…il bidone stagno da sopravvivenza in mare.

Esauriti i bidoni da 500 euro l’uno il problema però si ripropose.

La seconda soluzione della S.p.A. fu di stivare i metri cubi di mmmm….mystic parfum in normale sacchetto di plastica e quindi insieme a tutta l’altra spazza nel gavone ad estrema poppa, sotto la plancetta. Più sottovento di così! Nasi salvi!

In effetti tutti e tutto stavano sopravento e quindi il problema era fondamentalmente risolto. Sennonché i vapori, simili all’ascella di uno zombie dopo un inseguimento a piedi, stordivano i malcapitati che, per risalire dal mare dopo un bel bagno, usavano la scaletta...a 10 cm dal gavone incriminato!

La società “Genitori per lo smaltimento”, ormai prossima al fallimento, decise quindi di cambiar tattica. Forzando il concetto di sopra/sotto vento optarono per un bel bidoncino speciale per pannolini e lo piazzarono ad estrema prua, in cala vele.

Sembrava funzionare benino. La procedura era la seguente:

1- portare la bimba infetta sul fasciatolo

2- iperventilare ed entrare in apnea

3- aprire ed estrarre il pannolo, sorriso sulle labbra, carezza alla bimba

4- inserire il rifiuto speciale in sacchetto di piombo

5- inserire il sacchetto in un sacco della NASA

6- correre in cala vele e depositare il tutto nel bidoncino

7- chiudere la cala vele con cordone di sigillante speciale

8- tornare dalla bimba per terminare pulizia e vestizione

Il problema però era il solito relativismo di sopra/sottovento, ovvero che il letto di noi genitori, posto vicino alla calavele, è comunque sottovento alla bombaX; sebbene di giorno il cervello evoluto dei genitori filtrasse gli odori che trasudavano dalla paratia stagna, di notte le molecole radioattive saturavano il setto nasale costringendoci a sogni tormentati ed incubi senza fine.

La società fallì, il matrimonio fu ad un passo dal tracollo; da allora non siamo più stati in grado di distinguere un Merlot da un nero d’Avola.

Ma la soluzione arrivò, fulminante ed accecante come un cortocircuito, quando ormai tutto sembrava perduto…ve la immaginate?

Abbiamo smesso di usare i pannolini

Matteo

2 commenti:

Ale e Monica ha detto...

Non possiamo credere che una bimba così angelica ed innocente possa creare dei rifiuti così tossici! Beh, ripensandoci, forse può!!(vedi salita dal gommone con naso direttamente nel sacchetto incriminato...)

fabio gresta ha detto...

Sono un po' preoccupato!